Voldomino, Luino • 27 Settembre 2026

Ricordare per Difendere la Democrazia

Commemorazione dei Martiri della Gera e intervento di Ester Maria De Tomasi.

Discorso Integrale

Cittadine e cittadini,

ringrazio e saluto tutte e tutti, ringrazio le istituzioni civili, militari e religiose qui presenti, ringrazio il Presidente dell’Anpi di Luino, Emilio Rossi, per avermi invitato, come fa ogni anno, qui con voi, in questo luogo di memoria.

Qui all'alba del 7 ottobre 1944, in questa casa che allora era una cascina chiamata La Gera si sono consumate una tragedia e un’ingiustizia senza fine. Sono stati assassinati quattro giovani innocenti e altri sono stati portati via per essere assassinati prima a Brissago e poi alle Bettole di Varese.

«Noi oggi siamo qui orgogliosamente e testardamente qui a fare Memoria.»

Ho provato ad immaginare lo stupore, il terrore e la paura di quelle vittime innocenti, davanti alla feroce furia nazista e fascista. La modalità infame era sempre la stessa. Assassinare persone innocenti, saccheggiare e bruciare le case, terrorizzare la popolazione.

L’eco e il ricordo di quella tragica vicenda, così viva nella nostra memoria, ci fa soffrire e ci fa riflettere sul come quegli innocenti abbiano ingiustamente subito una tragica morte.

Erano persone umili, non avevano colpe, avrebbero voluto vedere un’Italia libera dalla dittatura fascista, invece i loro cari li aspettarono invano e non li rividero mai più. Non poterono riabbracciarli.

Desidero porre l'attenzione oggi anche sui famigliari di quegli uomini della Resistenza che hanno portato nel loro cuore una sofferenza eterna: un dolore indescrivibile.

L'esempio della Resistenza

La mattanza degli innocenti, per il nazismo, per il fascismo, doveva servire d’esempio, doveva fungere da deterrente alla ribellione. Ebbe l’effetto contrario. Tanti giovani e meno giovani si unirono subito dopo alla Resistenza.

Nella tragicità di quei momenti, nella miseria umana del fascismo, unirsi alla Resistenza era in quei tempi un rischio grandissimo, si rischiava di pagare con la vita o di essere deportati, ma malgrado ciò, attraverso tanti piccoli e grandi gesti di cui abbiamo sentito parlare dalle testimonianze dirette, i partigiani non hanno esitato a prestare la loro opera solidale e generosa e unirsi alla lotta armata.

«Ricordare oggi assume un significato molto preciso: mantenere vigile l'attenzione dei cittadini contro i pericoli che la nostra democrazia può ancora correre.»

Ricordare oggi, fare Memoria di quel terribile periodo, di quel terribile evento assume un significato molto preciso: mantenere vigile l'attenzione dei cittadini contro i pericoli che la nostra democrazia può ancora correre, per il ripresentarsi nella nostra provincia e non solo, di movimenti neofascisti e per il riproporsi di un preoccupante e pericoloso clima di odio e di intolleranza attraverso i seminatori di odio che purtroppo stanno anche nelle istituzioni a livello nazionale.

Noi siamo e saremo qui con i piedi ancorati nel presente, la Memoria sempre viva, lo sguardo rivolto al futuro. La Memoria è nostro imprescindibile dovere.

Li voglio pensare lassù, accolti e avvolti in un caloroso abbraccio da tutti i Resistenti, dai nostri partigiani che con loro hanno cambiato la nostra storia.

Un appello alla vigilanza democratica

Volgo al termine con una preghiera rivolta a tutti e a tutte; siate vigili, il pericolo della dittatura è dietro l'angolo e può non essere riconoscibile, può non avere gli stessi volti, le stesse sembianze di tanti anni fa, ma essere altrettanto pericolosa.

Noi siamo qui e continueremo ad esserci, tutti uniti per costruire un’altra storia dove prevalga la solidarietà tra i popoli, l’accoglienza, dove l’articolo 3 della Costituzione venga rispettato e applicato, dove le forze democratiche prevalgano su un’ideologia dittatoriale e fascista.

Oggi è tempo di resistenza democratica e di impegno per una rinascita solidale. Domani con l’aiuto di tutti, sarà nuovamente tempo di liberazione.

Grazie a tutte e a tutti per avermi ascoltata.